La Camera ha dato il via libera ai tagli degli stipendi dei Parlamentari, ma attenzione perché il taglio è solo sulla carta... Ti spieghiamo nel post perché.
Leggendo i post che riguardano i rincari che ci attenderanno in questo 2012, ci domandano dove siano finiti i tagli ai costi della politica, in quale decreto siano contenuti o comunque cosa aspettino i politici a rinunciare ai loro privilegi. Oggi possiamo finalmente darvi delle novità, anche se...
La Camera ha deciso che il taglio allo stipendio degli onorevoli ammonterà a 1.300 euro lordi (circa 700 euro netti) più il 10% per le indennità percepite da figure apicali, come ad esempio i presidenti di commissione.
Ad annunciare la "buona nuova" è il vicepresidente della Camera, Rocco Buttiglione, che ne ha garantito l'immediata esecuzione assicurando che "non subirà cambiamenti anche dopo la riunione di martedì in Senato".
Ma attenzione perché - troppo bello per essere vero? - chiamarlo taglio è una mossa forse fin troppo azzardata o - peggio ancora - "una sonora presa per i fondelli".
Per il calcolo del vitalizio, com'è noto, si è passati dal sistema retributivo al contributivo, modifica che avrebbe fruttato circa 1300 euro al mese in più in busta paga ai nostri deputati, un aumento che avrebbe dato vita, una volta scovato, a non poche polemiche, perlomeno in questa fase critica della vita del Paese.
Ecco perché si è optato per questo taglio che un taglio quindi non è....
Per quanto riguarda invece la questione dei portaborse, il rimborso spese non sarà più al 100%, bensì al 50% e documentabile, evitando così che i vari furbetti si intaschino il denaro con cui avrebbero dovuto pagare i collaboratori sottopagati.
Spiega Buttiglione:
"I parlamentari potranno disporre per il 50 percento del trattamento forfettario e per il restante 50 percento si dovrà documentare come spende il denaro ci sono due soluzioni: o assumendo un collaboratore oppure pagando convegni e l'attvità politica rendendo conto nel dettaglio le spese che sostiene. Questa è una soluzione provvisoria perché contiamo di approvare una legge con cui si potrà definire lo statuto del collaboratore parlamentare".
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